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Miglior mutuo 2026: come trovare quello più adatto al tuo profilo

Il miglior mutuo non è una banca valida per tutti: è la proposta che, per il tuo profilo, combina TAEG, rata sostenibile, tipo di tasso, durata, LTV, costi e probabilità di approvazione. Qui trovi un metodo aggiornato a settembre 2026 e dati di mercato da usare come riferimento, non come promessa.

01TAEGConfronta il costo complessivo, non solo il TAN
02ProfiloReddito, anticipo e LTV cambiano le condizioni
03PIESUsa le proposte personalizzate per decidere
04RischioFisso e variabile non si giudicano solo dalla rata iniziale
Aggiornato: 24 settembre 2026Lettura: 28 min.Credalye · Scelta del mutuo
Persone davanti a una casa mentre valutano il mutuo migliore
GUIDA CREDALYEIl tasso più basso in una classifica non è automaticamente il mutuo più adatto al tuo dossier.
METODO CREDALYEPrima il profilo, poi il confronto

Definisci importo, rata sostenibile, durata e LTV. Solo dopo confronta offerte realmente omogenee e chiedi i PIES personalizzati.

Inizia dalla guida

Che cosa significa davvero “miglior mutuo”

La ricerca del miglior mutuo parte da una distinzione fondamentale: non esiste un prodotto migliore in assoluto per ogni cliente. Esiste una proposta che, in uno specifico momento, può essere più coerente con il tuo reddito, l’anticipo disponibile, il valore dell’immobile, la durata desiderata, la stabilità che vuoi nella rata e la probabilità che la banca approvi il dossier.

Per chi ha poco anticipo ma non punta al 100%, la guida al mutuo 95 per cento aiuta a confrontare liquidità, LTV e costo del capitale.

Per questo una classifica letta online è utile come fotografia del mercato, ma non sostituisce una valutazione personalizzata. Un tasso più basso può appartenere a un’offerta riservata a un LTV ridotto, a una casa green o a un profilo reddituale diverso dal tuo. Allo stesso modo, una rata iniziale più bassa può dipendere da una durata maggiore o da un tasso variabile, quindi comportare un costo o un rischio diverso.

Il criterio corretto è costruire prima il tuo scenario e poi cercare le offerte che competono davvero per quello scenario. Solo dopo ha senso confrontare i numeri e i documenti.

I 7 criteri che definiscono il mutuo più adatto

Per valutare un mutuo in modo completo guarda almeno sette dimensioni: TAEG, tipo di tasso, rata sostenibile, durata, LTV, costi accessori e flessibilità. Il TAN serve a capire il tasso nominale, ma il TAEG sintetizza una parte molto più ampia del costo del credito. La rata ti dice quanto pesa ogni mese; la durata spiega per quanto tempo quel peso resterà nel bilancio.

LTV e perizia determinano quanta parte del valore dell’immobile viene finanziata. Le spese di istruttoria, perizia, conto, incasso rata o polizze obbligatorie possono cambiare il costo effettivo. Infine, flessibilità, estinzione anticipata, surroga e gestione digitale contano perché un mutuo può durare venti o trent’anni.

La soluzione più interessante nasce dall’equilibrio tra questi elementi, non da una sola percentuale pubblicitaria.

Un modo pratico per evitare confronti confusi è assegnare a ogni criterio una domanda concreta. Quanto mi costa complessivamente? Quanto pesa la rata sul reddito? Quanto può cambiare nel tempo? Quanta liquidità devo anticipare? Quali condizioni devo mantenere per conservare lo sconto? Quanto è semplice modificare o trasferire il mutuo in futuro? Quanto è realistico ottenere l’approvazione con il mio dossier? Rispondere a queste domande obbliga a guardare il finanziamento come un insieme di caratteristiche e non come una sola cifra.

È utile anche distinguere tra criteri economici e criteri operativi. I primi comprendono tasso, TAEG, rata, durata e spese. I secondi comprendono tempi, documentazione, modalità di erogazione, assistenza e flessibilità. Una proposta può essere molto competitiva sul costo ma poco adatta a una compravendita con scadenze strette; un’altra può costare leggermente di più ma ridurre il rischio di ritardi. La scelta consapevole nasce da questa lettura combinata.

ProfiloPriorità da verificareRischio da evitare
Reddito stabile, poco margine mensileRata sostenibile, fisso, TAEG, durataScegliere il variabile solo per la rata iniziale
Anticipo elevatoFasce LTV più basse e condizioni dedicateNon chiedere simulazioni con LTV coerente
Under 36 / prima casaProdotti giovani, Consap, requisitiConfondere garanzia pubblica e approvazione
Immobile efficienteOfferte green e spese promozionaliDare per scontato che ogni classe energetica sia ammessa
Reddito variabile o autonomoDocumentazione, stabilità dei flussi, bufferMassimizzare la rata teorica

Miglior mutuo a settembre 2026: cosa mostra il mercato oggi

Le rilevazioni del 24 settembre 2026 mostrano bene perché il termine “migliore” deve essere letto insieme allo scenario. MutuiOnline, su un profilo standardizzato da 100.000 euro a 30 anni per una prima casa del valore di 200.000 euro, pubblica un esempio a tasso fisso del Banco di Desio con TAN 3,00% e TAEG 3,16%, e un esempio variabile MPS con TAN 2,25% e TAEG 2,47%.

La differenza iniziale è significativa, ma le due proposte trasferiscono rischi diversi al cliente. Il fisso stabilizza rata e tasso; il variabile parte più basso nello scenario rilevato ma può modificarsi nel tempo. Questi numeri sono quindi una fotografia, non una promessa di condizioni ottenibili da chiunque.

Anche Segugio, nelle rilevazioni di settembre 2026, mostra differenze tra banche a parità di importo e durata. Questo conferma che conviene ampliare la ricerca e poi chiedere proposte personalizzate aggiornate nello stesso periodo.

Le rilevazioni giornaliere vanno lette anche in relazione alla finalità. Prima casa, seconda casa, surroga, ristrutturazione e liquidità hanno pricing e criteri differenti. La stessa banca può risultare competitiva in una categoria e meno interessante in un’altra. Per questo, quando leggi una tabella online, controlla sempre che la finalità, l’importo, il valore dell’immobile e la durata corrispondano al tuo progetto. Se uno di questi elementi cambia, la rata e il TAEG possono cambiare in modo significativo.

Un altro elemento è il momento della rilevazione. Le offerte possono essere aggiornate rapidamente in funzione degli indici di mercato, delle campagne commerciali o dei budget interni degli istituti. La fotografia del 24 settembre 2026 è utile per capire l’ordine di grandezza dei tassi, ma una decisione presa nei giorni successivi richiede un nuovo preventivo. Il dato più importante resta quindi quello riportato nel PIES che ricevi per la tua pratica.

Scenario rilevato il 24/09/2026TipoTANTAEGRata indicativa
Banco di Desio e della BrianzaFisso3,00%3,16%421,60 €
MPSVariabile2,25%2,47%382,14 €

Esempio MutuiOnline.it del 24/09/2026: impiegato 35 anni, Milano, reddito 2.600 €/mese, mutuo 100.000 €, immobile 200.000 €, durata 30 anni. Le condizioni reali dipendono dal profilo e dalla proposta personalizzata.

TAEG: il primo filtro per capire il costo complessivo

Banca d’Italia indica il TAEG come misura del costo totale annuo del mutuo rispetto alla somma prestata. Include interessi e molte spese accessorie, come costi di pratica e riscossione della rata, anche se alcune voci — per esempio le spese notarili — restano fuori. È quindi il primo numero da usare quando confronti offerte omogenee.

Un TAN più basso non garantisce automaticamente un TAEG più basso. Se una banca applica istruttoria, perizia o servizi obbligatori più costosi, la differenza può emergere proprio nel TAEG. Per questo, quando due offerte hanno una rata simile, confronta sempre TAN e TAEG insieme.

Il TAEG è però attendibile solo se le offerte sono confrontabili: stesso importo, stessa durata, stessa finalità, stesso profilo e possibilmente la stessa data di simulazione.

Consulente che analizza documenti relativi a un mutuo
PIES

La pubblicità serve per orientarsi; il PIES personalizzato serve per confrontare davvero due proposte.

PIES: il documento che trasforma una pubblicità in una proposta confrontabile

Quando la banca formula una proposta personalizzata deve consegnare gratuitamente il PIES — Prospetto Informativo Europeo Standardizzato. Banca d’Italia sottolinea che il documento segue uno schema comune e contiene le condizioni necessarie per confrontare diverse offerte: importo, durata, tipo di tasso, rata, TAEG, costi, obblighi e principali caratteristiche del contratto.

Questo è il passaggio decisivo. Una pagina web può mostrare il tasso “da” o una promozione riferita a un profilo ideale; il PIES riflette invece la proposta costruita sulle informazioni che hai fornito. Se due banche ti consegnano PIES aggiornati per lo stesso scenario, il confronto diventa molto più solido.

Ricorda inoltre che per i mutui ai consumatori esiste un periodo di riflessione di almeno sette giorni prima della conclusione del contratto, collegato alla ricezione dell’offerta vincolante.

Tasso fisso o variabile: il “migliore” dipende dal rischio che puoi sostenere

Il tasso fisso offre prevedibilità: rata e tasso restano definiti secondo il contratto. È spesso apprezzato da chi ha un budget mensile rigido o preferisce conoscere in anticipo il costo del debito. Il variabile, invece, segue l’indice previsto dal contratto più lo spread e può aumentare o diminuire nel tempo.

Nel settembre 2026 alcune simulazioni pubbliche mostrano variabili iniziali inferiori ai fissi. Questo non significa che il variabile sia sempre più conveniente: il vantaggio iniziale va confrontato con la possibilità di futuri rialzi. Per una valutazione seria simula almeno tre scenari: tasso invariato, +1 punto e +2 punti. Se la rata diventasse difficilmente sostenibile, il rischio assunto potrebbe essere troppo alto per il tuo bilancio.

La scelta dipende quindi dal tuo margine di sicurezza, dalla durata, dalla stabilità del reddito e dalla propensione alle oscillazioni.

Per confrontare correttamente fisso e variabile, osserva anche il debito residuo nel tempo. Nei primi anni del piano di ammortamento una parte importante della rata può essere composta da interessi; un eventuale cambio di strategia dopo pochi anni va quindi valutato sul capitale ancora da restituire. Se pensi di surrogare, vendere casa o estinguere anticipatamente, chiedi simulazioni a cinque e dieci anni e non limitarti al costo teorico fino alla scadenza.

Considera inoltre la tua capacità di assorbire shock esterni. Una famiglia con due redditi stabili e un fondo di emergenza consistente può tollerare una maggiore variabilità rispetto a chi dipende da un solo reddito e ha già altri finanziamenti. Questo non rende automaticamente il variabile migliore per il primo profilo o il fisso migliore per il secondo, ma cambia il peso che la stabilità deve avere nella decisione.

La rata migliore non è la rata più bassa

Una rata bassa può sembrare automaticamente preferibile, ma spesso è il risultato di una durata più lunga. Allungare il mutuo riduce l’esborso mensile, però mantiene il capitale in ammortamento per più anni e può aumentare il costo totale degli interessi. Accorciare la durata fa l’opposto: rata più alta, rimborso più veloce e minore esposizione temporale.

Banca d’Italia considera ragionevole, come regola prudenziale di pianificazione, che la rata non superi circa un terzo del reddito netto. Non è una soglia universale di approvazione bancaria, ma un riferimento utile per non comprimere eccessivamente le altre spese familiari.

Il miglior mutuo è quindi quello che lascia spazio a spese ordinarie, imprevisti e risparmio. La rata teoricamente massima non coincide con la rata finanziariamente più prudente.

Durata: 20, 25 o 30 anni possono cambiare completamente la scelta

A parità di capitale e tasso, la durata determina il rapporto tra rata e costo complessivo. Una soluzione a 20 anni può essere più economica nel totale, ma richiedere una rata incompatibile con il reddito. Una durata a 30 anni può alleggerire il mese, ma lasciare un debito residuo più elevato per più tempo.

Per trovare il miglior equilibrio, chiedi almeno due simulazioni: una durata “comoda” e una più corta ancora sostenibile. Poi confronta la differenza di rata, interessi complessivi e debito residuo dopo cinque o dieci anni. Questo è importante se pensi di vendere l’immobile, surrogare o estinguere anticipatamente.

Età del richiedente e policy della banca possono inoltre limitare la durata disponibile. La durata realmente deliberabile sul tuo profilo conta più di quella mostrata in un simulatore generico.

LTV e anticipo: il miglior tasso spesso dipende da quanto chiedi rispetto al valore

Il rapporto tra capitale richiesto e valore riconosciuto dell’immobile — il loan to value — influenza spesso il pricing e la possibilità di accedere a specifiche offerte. Un mutuo al 50–60% del valore non è direttamente confrontabile con uno all’80–100%. Il rischio per la banca è diverso e possono cambiare tasso, spese e criteri di approvazione.

La perizia è quindi centrale. Se compri a 220.000 euro ma la banca valuta l’immobile 200.000, il tuo LTV effettivo sale. Potresti perdere una fascia di prezzo o dover aumentare l’anticipo. Prima di scegliere un’offerta, chiedi quale valore viene usato nel calcolo e quali soglie LTV incidono sulle condizioni.

Se disponi di anticipo flessibile, simula più livelli. Talvolta ridurre di poco il capitale richiesto permette di entrare in una fascia commerciale più favorevole.

Mutuo green: quando l’efficienza energetica può cambiare le condizioni

Le offerte green meritano un confronto separato perché possono prevedere tassi o spese differenti per immobili con specifiche caratteristiche energetiche. A settembre 2026 MutuiOnline ha pubblicato simulazioni green con Crédit Agricole, Credem e BPER su un profilo da 160.000 euro a 25 anni, mostrando TAEG differenti anche a fronte di TAN relativamente vicini.

Il punto non è stabilire quale banca sia “migliore” in astratto, ma verificare se il tuo immobile soddisfa esattamente i requisiti della promozione. Classe energetica, documentazione, finalità di acquisto o riqualificazione e tempistiche possono essere determinanti.

Confronta sempre la versione green con l’offerta standard della stessa banca e con almeno un’altra alternativa. Uno sconto sul tasso può essere interessante, ma va letto insieme a istruttoria, perizia, polizze e durata.

Coppia davanti a un immobile mentre valuta il finanziamento
PROFILO

Il mutuo più adatto cambia con reddito, anticipo, durata, tipo di immobile e tolleranza alle variazioni della rata.

Giovani, prima casa e Fondo Consap: opportunità da valutare senza confondere garanzia e mutuo

Per under 36, famiglie e altre categorie previste dalla normativa, il Fondo Prima Casa può facilitare l’accesso a finanziamenti con LTV elevati. Tuttavia la garanzia pubblica non equivale a un mutuo automaticamente approvato e non determina da sola il tasso applicato. La banca continua a valutare reddito, indebitamento, immobile e sostenibilità della rata.

Se il tuo obiettivo è finanziare una quota molto alta del prezzo, confronta le offerte specificamente dedicate a Consap o ad alto LTV con quelle ordinarie. Non usare la stessa tabella senza evidenziare le differenze di garanzie e percentuale finanziata.

Inoltre, 100% del valore finanziato non significa necessariamente zero liquidità iniziale: imposte, notaio, agenzia e possibili differenze tra prezzo e perizia possono richiedere risorse proprie.

Spese, polizze e conto corrente: dove può nascondersi la differenza tra due mutui

Due mutui con TAN quasi identico possono avere costi complessivi diversi. Inserisci nel confronto istruttoria, perizia, gestione della rata, conto collegato, assicurazioni obbligatorie e costi necessari per mantenere eventuali sconti. Se una polizza è facoltativa ma commercialmente associata a una riduzione del tasso, confronta lo scenario con e senza polizza.

Il TAEG aiuta a sintetizzare molte di queste voci, ma non include tutto. Per questo conviene trasformare le spese anche in euro: una differenza di 0,05 punti di TAEG può essere meno importante di un costo iniziale elevato o di un servizio ricorrente mantenuto per anni.

Chiedi inoltre cosa succede se in futuro chiudi il conto, sposti l’accredito dello stipendio o rinunci a un prodotto abbinato. Le condizioni per mantenere lo sconto devono essere chiare.

Il mutuo migliore è anche quello che ha senso per il tuo dossier

Una proposta estremamente competitiva sulla carta può essere poco utile se il tuo profilo non rientra nei criteri della banca. Contratto di lavoro, anzianità reddituale, altri finanziamenti, età, provenienza del reddito, regolarità dei documenti e caratteristiche dell’immobile incidono sulla valutazione creditizia.

Per questo conviene distinguere tra “offerta pubblicizzata” e “offerta realisticamente accessibile”. Prima di impegnarti con una proposta d’acquisto, raccogli i documenti e chiedi una valutazione preliminare della capacità di credito. Una pre-delibera o una verifica di fattibilità non elimina tutti i rischi, ma riduce la probabilità di scoprire troppo tardi che il capitale richiesto non è ottenibile.

Chi ha redditi variabili o altri debiti dovrebbe mantenere un margine ancora maggiore e non costruire il progetto sul massimo teorico.

La qualità del dossier conta anche perché le banche non valutano tutte gli stessi elementi nello stesso modo. Alcune possono essere più selettive su determinati contratti di lavoro, altre richiedere una storia reddituale più lunga agli autonomi, altre ancora avere limiti specifici su età, durata o tipologia dell’immobile. Per questo una proposta teoricamente conveniente può non trasformarsi in un’offerta concreta, mentre una banca con pricing leggermente meno aggressivo può risultare più coerente con le caratteristiche della pratica.

Preparare bene i documenti riduce inoltre il rischio di richieste successive e tempi morti. Buste paga, dichiarazioni dei redditi, estratti conto, contratti, documentazione dell’immobile e situazione degli altri debiti devono essere coerenti e aggiornati. Se emergono movimenti o impegni finanziari difficili da interpretare, è meglio chiarirli prima dell’istruttoria. La trasparenza del dossier non garantisce la delibera, ma facilita una valutazione più lineare.

Tempi di delibera ed erogazione: il prezzo non è l’unico criterio

Quando hai una scadenza per il rogito, anche i tempi diventano parte della scelta. Un’offerta leggermente più economica può essere inadatta se il processo di istruttoria, perizia e delibera non è compatibile con la compravendita. Banca d’Italia invita a considerare anche i tempi di concessione nel confronto delle proposte.

Chiedi quali documenti servono, quando viene ordinata la perizia, quali condizioni devono essere soddisfatte prima della delibera e come avviene l’erogazione al rogito. Se la banca prevede erogazione differita o adempimenti successivi, verifica che il notaio e il venditore ne siano consapevoli.

Il miglior mutuo per una pratica urgente può quindi essere quello con processo più prevedibile, non necessariamente quello con il TAN più basso di pochi centesimi.

Come migliorare una proposta prima di accettarla

La prima simulazione non è sempre l’ultima parola. Quando hai due proposte comparabili puoi chiedere se la banca può ridurre spread, istruttoria o perizia, oppure applicare una condizione promozionale coerente con il tuo profilo. La possibilità di negoziazione varia tra istituti e periodi, ma avere un’alternativa concreta rende la conversazione più efficace.

Porta dati verificabili: importo, durata, LTV, TAEG e costi dell’altra offerta. Evita di negoziare su numeri non omogenei. Un mutuo green all’80% non è un confronto corretto con un prodotto standard al 95%.

Se una banca migliora il TAN, chiedi un PIES aggiornato. Solo così puoi controllare che il vantaggio non sia compensato da altre spese o condizioni.

Broker mutui o ricerca diretta: quale percorso usare

Puoi cercare il mutuo direttamente presso le banche, usare comparatori online oppure rivolgerti a un mediatore creditizio. Il percorso migliore dipende da tempo disponibile, complessità del dossier e numero di interlocutori che vuoi gestire. Un broker può aiutare a ordinare la documentazione e mettere in relazione il cliente con più finanziatori, ma non decide la delibera.

Se usi un intermediario, verifica iscrizione OAM, compensi, banche effettivamente confrontate e eventuali remunerazioni ricevute. Se fai da solo, mantieni comunque un metodo: stesso scenario, più preventivi, PIES e checklist dei costi.

In entrambi i casi, la responsabilità finale della scelta resta tua e deve basarsi sui documenti della proposta reale.

Se preferisci gestire la pratica a distanza, approfondisci anche come funziona un mutuo online, dalla domanda digitale alla stipula.

Gli errori che fanno sembrare “migliore” un mutuo che non lo è

Il primo errore è confrontare solo il TAN. Il secondo è guardare la rata senza considerare la durata. Il terzo è mettere insieme offerte con LTV o finalità differenti. Il quarto è usare una classifica mensile come se fosse una garanzia personale. Il quinto è ignorare costi ricorrenti e prodotti abbinati.

Un altro errore frequente è confrontare offerte ottenute in date molto diverse: i mercati e le campagne commerciali cambiano. Infine, non bisogna confondere approvazione reddituale con valutazione positiva dell’immobile. Una perizia più bassa del prezzo può cambiare la struttura del finanziamento anche dopo una buona analisi del reddito.

Il miglior metodo è semplice: definisci scenario, raccogli più proposte nello stesso periodo, chiedi PIES, confronta TAEG e condizioni, poi verifica sostenibilità e tempi.

Checklist finale: come scegliere il miglior mutuo per te

Prima di decidere, controlla che le offerte abbiano lo stesso importo, durata, finalità e LTV. Verifica TAN, TAEG, rata, costo totale, istruttoria, perizia, polizze e conto. Leggi il PIES, controlla la data di validità, le condizioni per mantenere gli sconti e il tipo di tasso. Per il variabile, simula aumenti. Per il fisso, valuta se la rata resta sostenibile anche con altri impegni familiari.

Poi considera i fattori non puramente economici: tempi di delibera, chiarezza del processo, flessibilità futura, qualità della gestione e compatibilità con la data del rogito. Se due offerte sono molto vicine nel costo, questi elementi possono diventare decisivi.

La scelta finale non deve premiare una banca “vincitrice” universale, ma la proposta che combina costo, rischio, sostenibilità e probabilità di completare correttamente la tua operazione.

Prima del sì definitivo crea una tabella con una riga per ogni banca e una colonna per ogni elemento che conta. Inserisci data del preventivo, importo, durata, LTV, TAN, TAEG, rata, spese iniziali, costi ricorrenti, prodotti collegati, tipo di tasso, validità dell’offerta e tempi stimati. Aggiungi poi una colonna per le condizioni che possono far perdere lo sconto e una per le caratteristiche che per te hanno valore, come gestione online o presenza di una filiale. Questo evita di decidere sulla memoria o sull’impressione dell’ultima conversazione avuta con un consulente.

Infine, non avere fretta di trasformare una simulazione interessante in una decisione irreversibile. Usa il periodo di riflessione, rileggi il PIES e chiedi chiarimenti sulle clausole che non capisci. Se una voce di costo o una condizione non è chiara, falla spiegare per iscritto. Un mutuo è un impegno di lungo periodo: qualche ora in più dedicata al confronto e alla comprensione del contratto può valere molto più di una differenza minima tra due tassi pubblicizzati.

Famiglia in una casa luminosa dopo l’acquisto
ORIZZONTE

Un mutuo dura molti anni: costo iniziale, stabilità della rata e flessibilità futura vanno letti insieme.

Per capire quale istituto chiedere a preventivo puoi usare anche la guida alla migliore banca per mutuo, che confronta prodotti e criteri bancari aggiornati al 2026.

Domande frequenti

Domande frequenti sul miglior mutuo

Risposte rapide su TAEG, tasso fisso o variabile, PIES e confronto tra offerte.

Qual è il miglior mutuo oggi?

Non esiste un mutuo migliore per tutti. Le classifiche del giorno descrivono scenari standardizzati; per decidere devi confrontare proposte personalizzate per il tuo importo, durata, LTV, reddito e immobile.

È meglio scegliere il TAN più basso?

Non necessariamente. Il TAN misura gli interessi nominali, mentre il TAEG include anche molte spese collegate al finanziamento. Per offerte omogenee, il TAEG è un indicatore più completo del costo.

Meglio tasso fisso o variabile nel 2026?

Dipende dalla tua capacità di sopportare variazioni della rata. Nel settembre 2026 alcune offerte variabili partono più basse dei fissi, ma il variabile può cambiare nel tempo; il fisso offre maggiore prevedibilità.

Quante offerte conviene confrontare?

È utile fare uno screening ampio e poi ottenere almeno due o tre PIES personalizzati e aggiornati nello stesso periodo, costruiti sullo stesso scenario.

Una classifica online basta per scegliere il mutuo?

No. È utile per orientarsi e identificare banche da contattare, ma la scelta finale dovrebbe basarsi sul PIES e sulle condizioni realmente applicabili al tuo profilo.

GUIDE CREDALYEConfronto mutui: TAN, TAEG e PIES
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